lunedì 19 luglio 2010

Inception

Le immagini del nuovo trailer italiano di Inception (film di C. Nolan, che ha già firmato Batman begins, Il Cavaliere oscuro e The prestige, ma anche il pessimo Memento) sono certamente accattivanti dal punto di vista della realizzazione tecnica.

L'interrogativo che rimane è quanto questo subconscio (ma perché non usiamo le parole giuste? In italiano si dice "inconscio"!) del cui "corpo di sicurezza" fa parte il protagonista (interpretato da L. Di Caprio), sia stato concepito e sviluppato come una totipotente Matrix onirica o se invece nella rappresentazione del territorio dei sogni sia stato conservato un barlume del suo vero ruolo immaginifico e creativo umano, al di là di quanto l'ultima battuta del trailer (molto divertente) lasci sperare. Nella speranza di essere smentiti, ci sembra purtroppo di conoscere in anticipo la risposta al quesito.
A ciò si aggiunge la sensazione di rifiuto immediato che dà questa evidente preponderanza di immagini di crolli e sfaceli fisici e psichici, a voler significare la noiosa, ripetitiva e ormai poco originale volontà di rappresentare l'inconscio come sede della distruzione e della morte piuttosto che della creatività e della nascita. Probabilmente a immagine e somiglianza di chiunque scelga quel genere di rappresentazioni piuttosto che il loro esatto opposto.
Anche su questo secondo punto, a inizio autunno, speriamo di poter fare ammenda e rettificare con tanto di cenere sul capo e pubbliche scuse.
In uscita in Italia il 24 settembre, in consueto ritardo rispetto al mondo civilizzato.

4 commenti:

Massimo ha detto...

Non capisco il perchè di questo post così negativo e critico: ti sta forse antipatico Di Caprio? Nel caso fosse così, posso capire :-), altrimenti non ha molto senso questa critica del film solo sulla base di un trailer.

Come fai a giudicare la volontà di rappresentazione dell'inconscio? Ma se anche fosse come dici tu, pensi davvero che un film che celebri la creatività dell'inconscio possa avere successo? Nella trama ci deve essere qualche elemento di discontinuità, qualche problema, qualche fattore di disturbo, altrimenti sì che sarebbe veramente una noia mortale!

Francesco Troccoli ha detto...

Ciao Massimo. Non volevo essere negativo, forse ho calcato un po' la mano. Né si tratta di una recensione, poiché ovviamente non ho ancora visto il film. Per inciso, penso che Di Caprio sia uno dei migliori attori al mondo, sin da quando da piccolo recitò la parte del bimbo disabile in "Buon compleanno Mister Grape", accanto a un altrettanto strepitoso Johnny Depp. Da allora LDC è cresciuto fino a livelli straordinari. Quindi, nessuna antipatia. Non giudico affatto, mi limito a esprimere un parere "di pancia" riduttivamente basato sul trailer. Sono convinto che il film sarà in ogni caso spettacolare e coinvolgente, e mi dai l'occasione di dirlo chiaramente. Poiché però l'argomento "sogni" mi interessa da vicino, sono altrettanto convinto che la maniera in cui è stato trattato sia imperniata su quella stessa visione razionalista/positivista statunitense che è anche motivo del successo di massa delle tecnologie cinematografiche. La "celebrazione" della creatività dell'inconscio può anche avvenire con elementi, come li chiami tu, di discontinuità e disturbo, certamente. Ma io ho il sospetto che la tesi di fondo sia un'altra, come ho scritto nel post. Ma come torno a ripetere, sarò felice di cospargermi il capo di cenere e fare ammenda, se non sarà così. Quindi, in sostanza, mi auguro (credimi) che il tuo ottimismo sia ben riposto, e che io possa arrivare a dirti: caro Massimo, avevi ragione. Se avverrà, ne sarò felice.

Ilaria Ciolli ha detto...

Ciao Francesco, ciao Massimo
leggendo i vostri commenti mi è venuto in mente un film che mi è capitato di vedere qualche tempo fa "I figli degli Uomini" del regista Messicano Cuaron. Il film ha degli spunti interessantissimi: siamo nel futuro e muore l'ultimo ragazzo nato sulla terra, aveva diciotto anni, dopo di lui il genere umano è destinato ad estinguersi a causa della sterilità che ha colpito tutti gli uomini diciotto anni prima. Succede però un imprevisto, una donna rimane incinta(questo non è una novità, nel cinema l'dea della nascita come speranza è stata tante volte rappresentata) l'elemento che mi è sembrato nuovo e attuale è che la giovane donna è di colore e di una razza relegata al margine della società, quella che noi oggi chiamiamo extracomunitaria. L'unica possibilità di salvezza del genere umano proviene da una giovane donna straniera. Ora per fare il nesso con i vostri commenti, è interessante sapere che tutto questo il regista lo racconta in un'ambientazione catastrofica se non apocalittica dove la perenne guerra di tutti contro tutti lascia vittime dovunque in un territorio completamente demolito. Come se la possibilità di recuperare una speranza di vita più fertile quindi creativa non sia possibile se non perdendo tutto.

Francesco Troccoli ha detto...

Ciao Ilaria, grazie del commento. In effetti è così, anche se spesso la rappresentazione di una demolizione seguita dalla rinascita è a mio parere un'immagine valida, che la FS usa spesso. Gli scenari apocalittici fanno parte di un certo immaginario collettivo di genere, e se alla fine c'è anche un solo fiore in un oceano di fango, io vi intravedo una positività. Però certamente la tua considerazione dà da riflettere. Mi sento comunque di puntualizzare, in merito al film che citi (benché sia OT rispetto al post su Inception), che la scena finale della sola donna rimasta madre al mondo, al cospetto della quale i soldati abbasano le armi, è stata chiaramente realizzata a immagine e somiglianza di una natività cristiana. E' cioè evidente l'attribuzione alla ragazza di un'immagine di madonna che ha messo al mondo il redentore dei peccati dell'umanità. Dal mio punto di vista questo finale ha sporcato un film che aveva buoni spunti.