sabato 25 settembre 2010

Inception.

Dopo questo film, Di Caprio rimarrà uno dei migliori attori viventi, e Nolan uno dei migliori registi. Ma è mia opinione che Inception non rimarrà certo uno dei migliori film. 
Molto rumore per nulla? A chi vi scrive è sembrato che le scene migliori fossero quelle dei trailer.
Questa recensione contiene ovviamente spoiler. Leggetela solo dopo aver visto il film, se ne avete intenzione.
L’idea di fondo era superba, benché vi fossero rischi (dei quali parlammo qui) connessi alla matrice holliwoodiana dell’opera. In realtà, oggi si può ben dire che i timori che la rappresentazione del territorio onirico venisse impiegata per l’ennesima volta per dimostrare il lato demoniaco dell’essere umano erano totalmente infondati, per la semplice ragione che in questo film i sogni vengono trattati come la realtà pura e semplice. 
I sogni in Inception sono infatti, per lo più, riproduzioni fedeli della realtà, in cui le deformazioni indotte dal sognatore sono geometriche, razionali, modellate esclusivamente su quanto avviene nell'ambiente fisico circostante (come nei casi dell’assenza di gravità, di cui nel film si abusa senza ritegno, o… della pioggia, come rappresentazione di incontinenza urinaria onirica).
Mi auguro, ad esser sincero, che nessuno dei lettori di Fantascienza e Dintorni sogni in un simile modo, anzi, ne sono certo, che si tratti di sogni o incubi. 
Insomma, i timori che avevamo espresso derivavano da una sopravvalutazione delle capacità creative del cinema holliwoodiano. E come tali, rappresentavano un errore grave di chi vi scrive, perché è fin troppo evidente che da un certo tipo di cinema americano non si può pretendere l’introspezione. Nemmeno se si parla di sogni.
Né in questa sede val la pena soffermarsi a soppesare la monotonia della rappresentazione, in questo film, dei ricordi “rimossi”, che rimangono sepolti nell’inconscio (il “quarto livello” del sogno nel sogno), e sono perciò raggiungibili con un ascensore (non sto scherzando) che scende al piano più basso.
Cerchiamo allora di giudicare con il metro del cinema statunitense, ovvero misuriamo il film dal punto di vista dell’originalità, della tensione narrativa, del ritmo, della suspance, e dell’azione.
Signori, sono spiacente, ma il trailer di Inception, anche da questo punto di vista, resta la miglior raccolta di sequenze dell’intero lavoro. 
La storia è banale, imperniata esclusivamente sulla diversa durata percepita della dimensione temporale nei vari “livelli” di sogno, e appunto questa trovata dei “livelli” (il sogno nel sogno nel sogno… nel sogno!) ricorda i primi videogiochi della fine degli anni ’80. Ogni livello è un film a sé stante. Già, peccato che sia un film noioso a sé stante. Il risultato? Un’accozzaglia di livelli noiosi.
Un Matrix elevato insomma alla quarta potenza, ma senza la genialità innovativa di quel film, e in cui il dispositivo di transizione fra i livelli (verso il basso) si riduce a una semplice valigetta, di cui nessuno, tanto è inflazionata l’idea, si preoccupa di spiegarci il funzionamento, e quello del ritorno (in alto, fino alla realtà) al cosiddetto “calcio”, ovvero uno shock fisico avvertibile persino nel sogno.
Trasferire l’incertezza fra realtà e virtualità al labile e umanissimo confine fra sogno e realtà non basta per rappresentare in modo convincente il territorio onirico umano. I sogni non sono “second life”,  e l’inconscio non è una cloaca di ricordi reietti e innominabili. E rimanere per cinquant’anni percepiti in una dimensione onirica ideale ricorda troppo una sterminata serie di film che ormai sconfina nel campo dei B-movies.
A poco vale la divertente indeterminatezza indotta dalla scena finale, che ricorda l'italiano Nirvana, e a poco valgono l’interpretazione di Di Caprio e del suo doppiatore Francesco Pezzulli, la partecipazione di un mito vivente come Michael Caine, nonché gli straripanti (ed eccellenti) effetti speciali. A poco valgono, infine, alcune intuizioni apprezzabili e in controtendenza, come l'idea che “le emozioni positive prevalgono su quelle negative”, l'affermazione che nei sogni è meglio "non usare immagini identiche alla realtà" (ma come si fa a scegliere?), e la separazione finale da una donna nell'inconscio del protagonista.
Un giudizio troppo severo? Colpa forse dell'immensa attesa che è stata indotta.
Purtroppo per tutti, Inception rimane un film appena mediocre.

6 commenti:

Massimo ha detto...

Se tutti i film che vado a vedere al cinema fossero "mediocri" come Inception ci farei la firma.
Forse ti faceva male ad un dente quando sei andato a vederlo, perchè il tuo giudizio mi sembra eccessivamente severo.
Volevi restare a tutti i costi coerente con il tuo precedente giudizio basato sul trailer?
Il film non è fatto solo delle 3 scene spettacolari viste nel trailer.
Tu parli di monotonia, mancanza di introspezione, addirittura noia! Come fai a dire che la storia è banale? Dove sta la banalità? Davvero pensi che la dimensione onirica ricordi certi film B-movie?
Probabilmente abbiamo visto 2 film diversi! A tutti quelli che non sono andati a vederlo a causa del commento negativo di Francesco dico "andateci, non ve ne pentirete".

Scommetto che invece Skyline, quando uscirà, sarà un capolavoro dato che hai già osannato il trailer con i mostroni oversize! Quello si' che sarà un gran bel film.

Francesco Troccoli ha detto...

Bentornato, Massimo. Su "mediocrità", "banalità" ecc. concordo che il mio giudizio è severo, anzi severissimo, e volutamente accentuato con il paragone con i B-movie, e quindi provocatorio. Il fatto è che l'argomento trattato nel film mi sta troppo a cuore per liquidare il mio pensiero senza esprimerlo in toto. Del resto, la diversità di opinioni mi pare un grande conquista del mondo moderno. Ribadisco che l'ho trovato noioso. La secna sulla neve era infinita, pallosissima. La mancanza di introspezione, come ho riportato nella rece, era attesa, e non ha inciso troppo sul mio giudizio.
In merito al da te citato "giudizio sul trailer" con cui ritieni sarei rimasto coerente, ti invito a osservare che la negatività della recensione si basa invece su tutt'altri aspetti, come ho espressamente sottolineato (ma sei sicuro di aver letto con attenzione, o eri troppo innervosito dalle mie parole? ^__^).
Non abbiamo visto 2 film diversi, ma siamo ovviamente 2 persone diverse. Credo che inoltre nessuno abbia rinunciato al film per la mia recensione, anche alla luce del fatto che l'avviso di spoiler invitava a NON leggere in caso non si fosse visto il film (e nuovamente quindi ti chiedo: ma hai letto con attenzione o no?).
In merito infine a Skyline, mi sono limitato a parlare di spettacolarità, nessuna osanna, né alleluja. Il giudizio su un'opera è fortemente influenzato dalle attese (indotte e non), e le attese per Inception erano elevate, ben al di là dei pur magistrali (l'ho scritto) effetti speciali, mentre per Skyline non vanno ovviamente al di là della banale spettacolarità. Lieto che qualcuno abbia finalmente accettato il confronto su questo tema, in ogni caso.
Spero di conoscere la persona al di là del nome, "Massimo", che ha accettato un simile confronto. Grazie. Alla prossima!

PS ho un ottimo dentista e quel giorno era tutto ok.

Massimo ha detto...

Ciao Francesco. Ho seguito il tuo consiglio ed ho letto la tua recensione il giorno dopo averlo visto. Devo ammettere che sono rimasto colpito molto negativamente da quello che hai scritto.

Dici che i tuoi commenti negativi sono dovuti ad una grande aspettativa per certi versi delusa. Anche io avevo una grande aspettativa dopo che il film mi era stato consigliato da più parti. Ma non sono rimasto affatto deluso. E non sono l'unico. Inception è piaciuto (immagino tu abbia già letto vari commenti positivi), ed è stato lo spunto per profonde riflessioni (es. http://www.fantascienza.com/magazine/servizi/14259/inception-il-sogno-ricorsivo-della-fantascienza-a/).

Ora mi chiedo: come mai la tua voce fuori dal coro?

Va bene: volevi essere provocatorio e ci sei riuscito.
Ti posso anche concedere un punto per le scene sulla neve. Ma il resto? Non puoi dire che il film è stato tutto noioso a causa di un'unica scena non all'altezza.

Abbiamo gusti diversi e questo l'ho intuito anche per il fatto che hai giudicato pessimo Memento, che invece per me è un capolavoro. Però onestamente non trovo così mediocre Inception e non ho ancora capito bene come mai invece lo sia per te.

Ti propongo un esperimento. Facciamo finta di tagliare un po' la scena sulla neve. E togliamo di mezzo anche le provocazioni e l'aspettativa.
Com'è?
:-)

Apprezzo tra l'altro il fatto che tu abbia pubblicato il mio precedente commento (che era stato un pelo impulsivo) e sia disponibile ad un confronto così aperto e diplomatico.

Ciao

Francesco Troccoli ha detto...

Ma certo che sono disponibile, ci mancherebbe. In merito alla trama, che senso ha la tua domanda? Se ci mettiamo a cambiare un film, non è più quello. Ma va bene, supponiamo un taglio di dieci minuti buoni sulla neve. E il resto? Che differenza c'è fra Matrix (che fu il primo) e Inception, se sostituisci alla realtà virtuale i sogni? La storia dei livelli poi, e lo hanno detto in molti, è palesemente copiata dai video-games... ma questi sono davvero dettagli. Il problema di fondo è: i tuoi sogni sono così stupidi? Quando sogni tu riproduci una città piegandola? Fai queste "riproduzioni fotografiche" della realtà? Sappiamo che non è così. Quelli del film non sono scenari credibili come sogni. Solo perché crollano i palazzi o perché camminano in verticale? Non dirmi che i tuoi sogni sono così stupidi, perché non ti credo. Questa è la mia critica: grandiosa tecnica, fantasia zero. Il sogno è in un certo senso simile all'arte. Fantasioso, irrazionale, molto difficile da rappresentare su schermo, lo ammetto. Ma qui non c'è arte, non c'è sogno. Molto meglio i sogni di "se mi lasci ti cancello" per fare un esempio. Questo è il nodo principale per me. Il sogno non è un film nel film, è molto di più, è molto altro. Un più e un altro che qui sono imperdonabilmente latitanti.

Massimo ha detto...

<< Che differenza c'è fra Matrix (che fu il primo) e Inception, se sostituisci alla realtà virtuale i sogni? >>

Beh, non mi sembrano proprio uguali. Qualche idea presa in prestito dai Fratelli Wachowski c'è, lo ammetto, ma il film è tutta un'altra storia.

<< Il problema di fondo è: i tuoi sogni sono così stupidi? Quando sogni tu riproduci una città piegandola? Fai queste "riproduzioni fotografiche" della realtà? >>

No. Ma non stiamo guardando dentro ad un sogno vero. Stiamo guardando un film, in cui tutto è funzionale alla trama. Il regista ci racconta una storia in cui l'elemento onirico è un mezzo e non un fine. Tra l'altro, la figura dell'architetto è stata introdotta apposta per gestire lo scenario, così da poter giustificare le varie ambientazioni ed il relativo livello di dettaglio. La città che si piega era solo un modo per far capire le potenzialità del personaggio.

Certo, se ti aspettavi una riproduzione fedele del tuo concetto di sogno, allora non puoi che essere deluso. Ma se accetti la rappresentazione onirica del film (devi fare un atto di fede ;-D), forse riuscirai a cogliere anche gli aspetti positivi. Che non sono pochi.

PS. A volte i miei sogni cambiano completamente scenario, da un momento all'altro e mi ritrovo come catapultato in un "film nel film". Mi devo preoccupare?
^__^

Francesco Troccoli ha detto...

Be', non si tratta del "mio concetto di sogno", ma proprio del "sogno". Del non ridurlo e impoverirlo.
Ad ogni modo, sono certo che i tuoi sogni, come quelli di qualunque essere umano, belli o brutti che siano, siano molto più e molto altro che un film nel film. :) Sulla spettacolarità tecnica, come sai, non ho mai avuto nulla da eccepire. In fondo è proprio dai registi più dotati che si deve pretendere di più, non credi? ;)
Ciao!